Nella miriade di possibilità liriche ed espressive, Cesare Rosati sceglie quella della trasparenza e della semplicità. La propria storia, le proprie sensazioni e passioni sono affidate alle parole conosciute, usate, vissute nell'intimità dialettica di un diario. Non esistono filtri in una poesia di questo tipo che non si ferma a contemplare l'assoluto, ma sceglie di comunicare se stessa con la naturalezza e la purezza di un sospiro. D'altronde, il coraggio dei versi sta proprio in questo stato di incoscienza evocativa, dove l'ispirazione gioca un ruolo cruciale e diventa metro delle proprie parole. Fulcro di questo moto interiore può essere quindi di volta in volta il sogno, come il desiderio, la vita come la scomparsa. Un lavoro poetico che colpisce per la naturalezza con cui l'esperienza si fa racconto e quindi lirica espressione di emozioni e sentimenti profondi. (dalla Prefazione)